messiaHaendel/ le recensioni di Marinella Guatterini, Elisa Guzzo e Sergio Trrombetta

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Dopo la prima torinese per l’inaugurazione di Palcoscenico Danza e la replica al Teatro Ponchielli di Cremona ecco alcuni estratti dalle recensioni di Marinella Guatterini, Elisa Guzzo e Sergio Trombetta che sono un bel riconoscimento al lavoro fatto con i danzatori dell’Eko Dance International Project di Pompea Santoro, un’avventura non facile nè scontata che ha dato i suoi frutti…

 

“Tagliare, ricucire e tradurre il Messiah di Haendel è impresa difficile, già tentato in ambito coreutico internazionale (John Neumeier 1999), ma con quella sporadica cautela che lascia intravedere il pericolo. Senza paura di buttarsi tra le braccia di un oratorio barocco tra i più celebrati (1742),… Paolo Mohovich è riuscito nella sfida di creare un Messiahaendel fluido, e danzato con convinzione dall’Eko Dance International Project di Pompea Santoro…. La tecnica accademica si sfalda in un linguaggio ibrido, moderno, tenendo stretta a sé l’idea portante, senza esitazioni: qui entro un capolavoro musicaleche i diciotto ballerini non negano ma esaltano anche senza l’atteso “Alleluia!”

Marinella Guatterini-Il sole 24 ore

 

“C’è passione e maturità in questo nuovo titolo haendeliano che Paolo Mohovich ha covato a lungo. E c’è anche maturità del coreografo e degli interpreti, scenicamente sicuri e di presenza incisiva, precisi e convinti nell’esecuzione tecnica ed emozionale di un tracciato di danza pura e sempre dinamica….ci sono momenti gloriosi come la gioia per la nascita del bambino..una scena si lega all’altra, una coloritura incalza l’altra; tutto scorre plasticamente con un ritmo che non cede mai e con una sincerità di gesti davvero necessaria”

Elisa Guzzo Vaccarino-Ballet 2000

 

“…E’ un concentrato di danza e spritualità che rifugge dalla narrazione esplicita. E soprattutto è un lavoro pienamente riuscito grazie anche ai 18 splendidi danzatori della Santoro..Mohovich riesce a organizzare liberamente una danza di grande bellezza e dallo stile denso e coinvolgente, dal linguggio contemporaneo ora scarno, ora eloquente. Sempre sostenuto da una ispirazione coreografica forte e da un ritmo interiore che non lascia spazio a momenti di fragilità.

Sergio Trombetta- La Stampa